Raccolta Gavardiana

 

La raccolta è composta da materiali provenienti da vari archivi privati e relativi alla Gavardiana, la storica rassegna di arte all’aperto che dal 1963 al 1988 animò l’agosto del centro storico di Pesaro. Si tratta di fotografie, articoli di giornale, manifesti e locandine dell’epoca appartenenti agli artisti pesaresi Francesco Romoli, Giuseppe Adragna, Paola Ranocchi e Aldo Fabbri. Nel 2015, a distanza di 27 anni dall’ultima edizione, la Gavardiana è rinata su iniziativa dell’Assessorato alla Bellezza del Comune di Pesaro, in collaborazione con Macula e lo scultore Carlo Mari, con la partecipazione di 50 artisti che hanno esposto dipinti, sculture e ceramiche lungo Via Gavardini, il cortile di Palazzo Mazzolari e i giardini di Piazza Toschi Mosca.

Nata nel 1963 su iniziativa di alcuni artisti del gruppo Il Camaleonte (tra cui Teresa Antonucci, Claudio Cesarini, Emma Corvo, Franco Fiorucci, Alfideo Mili, Cecilia Picciola Ferri, Paola Ranocchi, Massimo Dolcini e Francesco Romoli), collettivo artistico cittadino aperto a tutti i linguaggi e le tendenze, la Gavardiana caratterizzò l’estate pesarese per oltre vent’anni, diventando un atteso appuntamento annuale per artisti e visitatori. Sul modello de la Marguttiana di Roma e di altre rassegne sorte nei primi anni Sessanta in varie località italiane, il gruppo di artisti pesaresi propose questa manifestazione con l’obiettivo di portare l’arte più vicina ai cittadini, facendola uscire dalle gallerie per accostarsi al pubblico, per dare visibilità ai talenti locali e stimolare le attività culturali e turistiche di Pesaro. Il nome Gavardiana derivava dal fatto che la rassegna si svolgeva in via Gavardini, una piccola, angusta e vissuta traversa di via Rossini, adiacente alla casa natale del musicista, abitata all’epoca da artigiani e da alcune associazioni culturali pesaresi. Gli artisti partecipavano liberamente, senza essere precedentemente selezionati, e durante le prime edizioni in gran parte provenivano dal gruppo Il Camaleonte che, dopo il 1968,  prese il nome di Gruppo 7. L’esposizione a cielo aperto delle opere, con quadri disposti lungo le pareti delle abitazioni, fin da subito caratterizzò l’impostazione libera e non convenzionale della rassegna, che contribuì allo sviluppo di uno sguardo nuovo alle opere d’arte e al loro allestimento, regalando dense suggestioni all’osservatore e creando un contatto intimo e diretto tra artista e visitatore. Dopo pochi anni la Gavardiana si trasferì nel vicino piazzale Collenuccio, sia per l’afflusso sempre più ampio di persone, sia per consentire una più agevole collocazione delle opere, che passarono dalle precedenti pareti degli edifici ad un allestimento su pannelli. Sostenuta dal Comune di Pesaro e dall’Azienda autonoma di soggiorno, la Gavardiana si è sempre svolta in agosto, per una settimana circa e con orari che andavano dal tramonto a tarda notte. La Gavardiana fu un importante momento culturale che segnò il panorama artistico pesarese e che diede visibilità ad alcuni artisti oggi conosciuti a livello internazionale.

 

Intervista a Claudio Cesarini, Franco Fiorucci e Paola Ranocchi, tra i fondatori del gruppo Il Camaleonte e della Gavardiana:

 

L’edizione 2015 della Gavardiana:

 

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