Macula al Perugia Social Photo Fest 2013

Macula sarà presente all’edizione 2013 del Perugia Social Photo Fest – la rassegna dedicata alla Fotografia Sociale e Terapeutica – all’interno di COSMORAMA_Paesaggi da un mondo plurale. Ideato e coordinato dall’Associazione Luce Grigia di Perugia, COSMORAMA vede il coinvolgimento di quattro Città Italiane (Perugia, Pesaro, Vignola e Catania) nella creazione di un progetto di fotografia sociale volto ad indagare la relazione tra il mondo interiore dell’uomo e il paesaggio che lo circonda, secondo la lezione del geografo umanista Yi Fu Tuan. L’iniziativa è rivolta a persone che vivono una condizione di marginalità e utilizza la fotografia come strumento di autoesplorazione del sé allo scopo di acquisire e sviluppare nuove potenzialità e nuove prospettive. Una nuova forma di terapia che coniuga il linguaggio dell’ immagine (forme, colori, spazio) e la relazione con l’ambiente, sia urbano che rurale.

I materiali prodotti nei laboratori confluiscono ora in una mostra collettiva che sarà inaugurata il 21 novembre, ore 18.30, all’interno del Perugia Social Photo Fest (Sala del Caminetto – Rocca Paolina) e che nel 2014 verrà ospitata da tutte le città coinvolte nel progetto.

Scarica il Taccuino con una selezione di fotografie realizzate nell’ambito di COSMORAMA.

Macula è parte integrante del  progetto con l’attivazione di un laboratorio tenuto nella Comunità Monte Illuminato di Candelara, che ospita minori a rischio.

Il laboratorio si è sviluppato nell’arco di circa tre mesi – per un totale di 16 incontri – e ha visto coinvolti Giancarla Ugoccioni (responsabile del progetto per Macula), Anja Sambin (psicologa) e  Ester Santo, una stagista della Scuola d’Arte Mengaroni di Pesaro.
Dopo aver disposto su di un tavolo delle fotografie precedentemente selezionate, i ragazzi sono stati invitati a scegliere quella che più li colpiva. Dall’immagine scelta e dal dialogo che ne è scaturito si sono individuati dei luoghi dove ognuno ha trovato e condiviso le proprie immagini in relazione al proprio sentire.
Il percorso,  attraverso la fotografia, ha avuto un forte impatto emotivo sui partecipanti. La presa di coscienza che fuori c’è un’altro mondo, infatti, ha favorito il dischiudersi di prospettive di cambiamento e di uno sguardo nuovo verso il futuro.

Dallo scritto  di una partecipante:

All’inizio, non eravamo molto interessati all’attività di fotografia, per mancanza di conoscenza dell’ambiente, voglia e motivazione.  Dopo aver imparato ad usare la macchina fotografica ed essere andati a fotografare i luoghi che più ci rappresentano, però, abbiamo iniziato a prenderci gusto e a conoscere parti di noi stessi che ci erano pressochè  ignote.  Claudia

 

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