FOTO-Insight 2015: mostre

Pesaro, 21-29 novembre 2015
Palazzo Gradari, Via Rossini 24

Inaugurazione: sabato 21 novembre, ore 18.30

Orari apertura mostre:
domenica 22 novembre: ore 9.30 – 19.00
23-29 novembre: tutti i giorni, ore 17.00 – 19.30

Ingresso libero – info: info@spaziomacula.it | 340 7642561


 

PARLA CON LEI_Collettiva autoritratti del “The Self-Portrait Experience®”

Parla con lei é uno dei risultati del percorso fatto da un gruppo di donne sul metodo The Self-portrait Experience® durante il workshop intensivo di fototerapia e fotografia terapeutica organizzato da NetFo (Network italiano di Fototerapia, Fotografia Terapeutica e Fotografia Sociale) nella località di Castel D’Arno (PG) dal 24 al 29 agosto 2015. Queste donne si sono parlate molto, con e senza parole. Ora tocca agli spettatori, a chiunque avrà voglia di parlare a loro, di loro o con loro, a chiunque avrà voglia di parlare, attraverso loro, di se stessi.
The Self-portrait Experience® è un metodo sviluppato da Cristina Nuñez, nasce dalla sua storia personale come parte di un’intensa ricerca interiore. L’esperienza dell’autoritratto permette a chiunque di sperimentare intensamente il processo creativo e di trasformare le proprie emozioni difficili in arte, per poterle riconoscere, esprimere e comunicarle agli altri.


 

IF ONLY FOR A SECOND_A cura di Mimi Foundation

“Anche solo per un secondo” è un progetto che ha coinvolto venti pazienti a cui è stato diagnosticato il cancro. Sono stati invitati presso uno studio fotografico dove un gruppo di professionisti si è occupato del trucco e delle acconciature. Gli è stato chiesto di tenere gli occhi chiusi. Alla fine della trasformazione, si sono seduti davanti a uno specchio, uno dopo l’altro. Dietro allo specchio c’era un fotografo. I ritratti di seguito sono stati realizzati nell’istante in cui hanno aperto gli occhi. In quel preciso istante, per una frazione di secondo, hanno tutti dimenticato la loro malattia e ritrovato la spensieratezza.
Scoprire di avere il cancro è terrificante. Improvvisamente, la vita è scossa fin nel profondo. La Fondazione Mimi è nata dalla convinzione che il cancro debba essere affrontato da ogni angolazione, non solo medica. La nostra azione fa da complemento alla medicina. Aiutare i pazienti a trovare sicurezza, coraggio e forza per affrontare la propria malattia con maggiore serenità. La Fondazione regala un momento di benessere: con trattamenti di bellezza, massaggi, supporto psicologico o solo con la condivisione di un momento. La nostra missione è offrire ai pazienti un modo di dimenticare la malattia, per un’ora o anche solo per un secondo.


 

DER DOPPELGÄNGER_Francesca Randi

Il Doppio è l’essere diverso da se stesso, l’altra parte dell’Io che, rimasta nascosta per tanto tempo, si rivela come un fantasma del passato alla nostra coscienza, rendendoci completi ma creando interiormente stati di angoscia visibile.
Tutto ciò che pensavamo fosse rimosso dalla nostra coscienza, complessi infantili, convinzioni personali o pregiudizi,  riemerge creando una condizione instabile alla nostra identità e in genere uno stato di angoscia.
Tutto il progetto è incentrato sul concetto di perturbante. Il perturbante, ciò che porta angoscia, è un non-familiare, qualcosa che assomiglia al nostro ambiente domestico ma che in realtà cela in sé un che di straniero, sconosciuto, enigmatico. Tra i principali fenomeni che secondo Freud hanno un effetto perturbante ci sono infatti le le tematiche del doppio (vale a dire il bifrontismo).
Freud fa sua la teoria di Otto Rank, presente in Der Doppelgänger, secondo la quale il duplice è qualcosa che sovrasta l’io portando angoscia: di fronte ad un sosia riemerge con violenza ciò che era stato rimosso. Ciascuna scena è immersa in un atmosfera sospesa, dove il tempo si è fermato. Esseri femminili incontrano il loro Doppio, l’onirico e il reale si mischiano sino a creare un nuovo livello sensoriale.

Francesca Randi nel 1999 incontra il mezzo fotografico. Sviluppa uno stile personale, onirico, con un immaginario fortemente surreale. L’identità, l’infanzia e l’adolescenza, il paesaggio notturno in bilico tra l’incubo quotidiano e la solitudine esistenziale, il doppio, la wunderkammer e il perturbante: sono alcuni dei temi affrontati da Randi. Il suo lavoro fotografico è incentrato sul concetto di Realismo Fantastico e Perturbante. Il risultato finale è una rappresentazione artistica che ha del reale quanto dell’onirico. Una sorta di limbo fantastico dove elementi quotidiani, oggetti e luoghi si mescolano a visioni strappate alla dimensione del sogno e del subconscio, con scene dal fascino evocativo e figure umane ambigue.  Attualmente vive e lavora a Cagliari come fotografa e collabora con varie gallerie d’arte italiane ed estere.


 

 LE MIE STANZE_Camilla Urso e Ekin Bayurgil

Tutti siamo abitati da stanze che non conosciamo. Stanze che per paura, istinto di sopravvivenza, fedeltà alle origini, teniamo chiuse.  Ignorate ma sorvegliate. In questo conflitto antico tra la necessità di proteggere il passato e quella di vomitarlo, ci siamo incontrate. E quest’incontro ci ha permesso di trovarle quelle stanze, e di farle respirare, abitando geografie emotive dove la parola, l’affanno, eredità di dolori irrisolti,  ci impedivano di entrare. Ciò che ne è scaturito è un autoritratto relazionale: un autoritratto che è al contempo narrazione dell’una, dell’altra, e dell’impronta con cui ci muoviamo nel mondo. Un’esperienza fotografica di re-esistenza che ci ha permesso di ri-scattare la nostra storia grazie allo spazio-immagine contenitivo offerto dalla nostra relazione, e di sviluppare i nostri negativi in una nuova narrazione intelligibile  e consapevole da cui finalmente potersi separare.

Camilla Urso è operatrice della relazione d’aiuto a mediazione artistica e photowriter. Ha lavorato come operatrice e coordinatrice in progetti di accoglienza rivolti a donne vittime di violenza, donne e bambini migranti, rifugiati. Attualmente conduce laboratori di narrazione e autobiografia per immagini rivolti a utenti di servizi pubblici, operatori, privati, e porta avanti una ricerca che si appoggia sulle immagini – contaminandosi con scrittura, manipolazioni creative e oggetti della memoria personale – per raccontare storie che hanno bisogno di essere liberate. Prima di tutto la sua. Espone i suoi progetti in gallerie e nell’ambito di convegni, festival ed incontri dedicati alla fotografia come mediatore per la narrazione di sè. Vive a Bologna.
www.camillaurso.it

 

webdesign: Marco Livi